«Non posso garantirlo»: sotto giuramento, Microsoft ammette di non poter escludere che i dati affidati al suo cloud finiscano al governo USA (CLOUD Act). Audizione, Commissione Senato francese — giu 2025 ›
Osservatorio Nazionale
Sovranità Digitale

Per i Decisori

Questa pagina raccoglie i dati essenziali e le raccomandazioni per chi opera nelle istituzioni, nel governo e nel parlamento. L'obiettivo è fornire gli strumenti per decisioni informate sulla sovranità digitale della Pubblica Amministrazione.

I numeri della sovranità digitale

Dati aggiornati all'ultimo report disponibile. Fonte: MxMap.it su dati IndicePA.

22.987

Enti PA monitorati

Dall'Indice delle Pubbliche Amministrazioni

46%

PA su provider extra-UE

Provider soggetti a giurisdizione extra-UE

51%

PA su provider italiani

Provider con sede in Italia

0%

PA su provider UE

Provider UE non italiani

Ultimo aggiornamento dati: 2026-06-14 — copertura 97%. Fonte: MxMap.it.

Sovranità per categoria di ente

Quota di enti su provider soggetti a giurisdizione extra-UE (es. CLOUD Act), per categoria. Ordinate dalla più dipendente. Fonte: MxMap.it.

Istruzione · 8.403 enti · Google Workspace 78%
PA Centrale · 52 enti · Microsoft 365 64%
Sanità · 234 enti · Microsoft 365 59%
Trasporti e Porti · 17 enti · Microsoft 365 59%
Ricerca · 68 enti · Microsoft 365 56%
Agenzie regionali · 76 enti · Microsoft 365 49%
Stazioni Appaltanti · 606 enti · Microsoft 365 46%
Previdenza e Assistenza Sociale · 143 enti · Microsoft 365 46%
Gestori di pubblici servizi · 1.128 enti · Microsoft 365 42%
Cultura · 29 enti · Provider Italiano 41%
Welfare e politiche sociali · 468 enti · Provider Italiano 28%
Ambiente e Territorio · 272 enti · Provider Italiano 28%
Enti territoriali · 8.006 enti · Provider Italiano 25%
Consorzi e Unioni di enti locali · 1.464 enti · Provider Italiano 24%
Ordini professionali e Camere · 2.021 enti · Provider Italiano 22%

"Extra-UE" indica enti la cui posta è gestita da provider soggetti a normative non europee. Dato aggregato per categoria IPA — fonte MxMap.it su IndicePA.

Provider più diffusi nella PA

Per numero di enti serviti, con la relativa giurisdizione. Fonte: MxMap.it.

Italiano UE Extra-UE Sconosciuto

Provider Italiano · 7.722 enti 33.6%
Google Workspace · 6.374 enti 27.7%
Microsoft 365 · 4.203 enti 18.3%
Infrastruttura autonoma · 3.096 enti 13.5%
Cloud Italiano · 954 enti 4.2%
Sconosciuto · 629 enti 2.7%
AWS · 7 enti 0.0%
Zoho · 2 enti 0.0%

Il problema in sintesi

L'ammissione della stessa Microsoft

Domanda del relatore della commissione, senatore Dany Wattebled:

«Può garantire davanti alla nostra commissione, sotto giuramento, che i dati dei cittadini francesi affidati a Microsoft non saranno mai trasmessi, in seguito a un'ingiunzione del governo americano, senza l'accordo esplicito delle autorità francesi?»
«No, non posso garantirlo, ma, ancora una volta, ciò non si è ancora mai verificato.»

L'audizione si è svolta sotto giuramento, con il presidente della commissione che ha espressamente richiamato le pene penali per falsa testimonianza. La domanda riguardava i dati dei cittadini francesi, ma il meccanismo è identico per l'Italia: a determinare la giurisdizione è la nazionalità del fornitore, non quella del cliente. La differenza è che in Italia nessuno ha mai rivolto la domanda a Microsoft in sede parlamentare.

Anton Carniaux, Direttore degli Affari Pubblici e Legali di Microsoft France — audizione alla Commissione d'inchiesta del Senato francese sulla commessa pubblica, 10 giugno 2025 (ripresa nel rapporto del Senato n. 830 dell'8 luglio 2025). Resoconto del Senato · heise (EN)

Una via d'uscita esiste. La Francia esclude strutturalmente il CLOUD Act con la certificazione SecNumCloud 3.2, e Microsoft stessa gestisce già «national cloud» operati da aziende locali dove un governo l'ha preteso. Vedi Certificazioni e Sovranità.

Rischio giurisdizionale

Quando una PA italiana utilizza un servizio email gestito da un provider soggetto a giurisdizione extra-UE (ad esempio statunitense), le comunicazioni istituzionali — incluse quelle contenenti dati personali dei cittadini — possono essere accessibili ad autorità straniere in virtù di leggi come il CLOUD Act (USA, 2018), anche senza il consenso o la notifica dell'ente italiano.

Incompatibilità normativa

La Corte di Giustizia dell'UE ha invalidato due volte gli accordi di trasferimento dati verso gli USA (Schrems I, 2015 e Schrems II, 2020) per insufficiente protezione. Il nuovo EU-US Data Privacy Framework (2023) è già oggetto di contestazioni. Le PA che affidano i dati a provider USA operano in un contesto giuridico instabile.

Dipendenza strategica

La concentrazione dei servizi digitali della PA su pochi grandi provider extra-europei crea una dipendenza strategica che espone il Paese a rischi in caso di tensioni geopolitiche, sanzioni, interruzioni di servizio o cambiamenti unilaterali delle condizioni contrattuali.

Dichiarare è più facile che costruire

L'Italia ha firmato la Dichiarazione europea sulla sovranità digitale (2025) e si è dotata di una Strategia Cloud, ma la migrazione reale resta limitata: lo stesso Polo Strategico Nazionale si appoggia a hyperscaler statunitensi per i dati ordinari e critici, tutelando per legge solo quelli classificati "strategici". Inoltre è la nazionalità del fornitore — non la collocazione del dato — a determinare la giurisdizione. Il divario tra ciò che si dichiara e ciò che si costruisce è esattamente ciò che l'Osservatorio misura.

Il cloud di Stato e la sovranità

Il giudizio, in cinque righe

Il Polo Strategico Nazionale realizza un consolidamento reale e ingegneria di sicurezza reale. Non realizza la sovranità digitale, ed è presentato come se lo facesse.

  • Nel suo stesso manuale utente, l'etichetta «sovranità del dato» è attribuita a una copia di backup periodica fuori sito.
  • In 161 pagine di documenti contrattuali non compaiono né i termini né le clausole sostanziali di salvaguardia: CLOUD Act, extraterritoriale, nazionalità, controllo societario, articolo 48 GDPR, ordine di un paese terzo — tutte a zero.
  • Le due misure tecniche su cui si fa affidamento — gestione delle chiavi in proprio e confidential computing — sono dichiarate insufficienti a questo scopo dall'agenzia francese che ha scritto lo standard europeo di sovranità.
  • Nessuna offerta usata dal programma possiede una qualificazione di sovranità, e nessuna è in istruttoria. In Francia una è qualificata e un'altra è in istruttoria.
  • Lo strumento che raggiungerebbe il fornitore è il requisito di gara — non il golden power, che per legge raggiunge solo entità italiane. Quel requisito non è mai stato scritto.
Ciò che va detto per primo

Consolidare migliaia di sale server sparse in data center presidiati è un guadagno reale di sicurezza fisica, continuità e gestione — qualunque software ci giri sopra. Cifratura, segmentazione e controllo degli accessi riducono rischi veri. Una critica che lo ignori non merita di essere fatta. L'obiezione è più stretta: quelle misure rispondono a una domanda di sicurezza, e la sovranità è una domanda giurisdizionale.

Sei misure, in ordine di praticabilità

Ognuna poggia su uno strumento che esiste già. Nessuna richiede di abbandonare i fornitori attuali.

  1. Pubblicare quale livello usa ciascuna amministrazione. Non costa nulla, e la sua assenza impedisce a chiunque — Parlamento compreso — di misurare l'esposizione.
  2. Usare la scadenza del 12 gennaio 2027, quando una legge europea già in vigore vieta di far pagare il costo di uscire da un cloud.
  3. Mappare e pubblicare la telemetria — quali componenti trasmettono fuori dal perimetro, e che cosa.
  4. Pretendere l'approvazione, non la visibilità, sulle modifiche di piattaforma, con quarantena e validazione prima del rilascio.
  5. Scrivere un requisito di sede, proprietà e amministrazione per la classificazione più alta. Non dev'essere il modello francese — ma dev'essere scritto.
  6. Aderire alla centrale d'acquisto europea, cosa che un ente locale può fare anche se il proprio Stato non aderisce — tenendo presente che il regolamento non è ancora in vigore.

Accettare un rischio residuo è una scelta politica legittima. Descrivere quel rischio come inesistente è un'altra cosa — ed è l'unica contro cui la nostra analisi argomenta. La documentazione completa, con le fonti primarie, le impronte di ogni file esaminato e il metodo per riprodurre ogni verifica, è nell'analisi dedicata.

Leggi l'analisi completa PDF

Quadro normativo di riferimento

Norma / AttoRilevanza
GDPR (Reg. UE 2016/679)Vieta il trasferimento di dati personali verso paesi terzi senza garanzie adeguate (Capo V)
GDPR — artt. 48 e 115Vietano di dare seguito a ordini di autorità di paesi terzi (es. CLOUD Act) non fondati su accordi internazionali: conflitto diretto con la giurisdizione extra-UE, senza una via d'uscita pulita per il provider
Schrems II (CGUE C-311/18, 2020)Ha invalidato il Privacy Shield UE-USA; impone valutazione caso per caso delle clausole contrattuali standard
CLOUD Act (USA, 2018)Consente alle autorità USA di richiedere dati a provider americani anche se archiviati in UE
Audizione Senato francese (2025)Microsoft (A. Carniaux) ammette in audizione di non poter garantire che i dati europei non vengano trasferiti al governo USA ai sensi del CLOUD Act — resoconto Senato, heise
Strategia Cloud Italia (2021)Classifica i dati della PA in strategici, critici e ordinari; prevede migrazione verso infrastrutture qualificate
Regolamento ACN (cloud PA)Definisce i requisiti per la qualificazione dei servizi cloud per la PA
CAD (D.Lgs. 82/2005)Codice dell'Amministrazione Digitale — disciplina l'uso delle tecnologie nella PA
NIS2 (Dir. UE 2022/2555)Impone requisiti di cybersecurity per soggetti essenziali e importanti, incluse PA

Raccomandazioni di policy

Sulla base dei dati raccolti, l'Osservatorio formula le seguenti raccomandazioni:

Rendere obbligatorio per ogni ente PA la dichiarazione dei servizi digitali utilizzati (email, cloud, collaborazione) e della relativa giurisdizione. Integrare questa informazione nell'IndicePA per renderla pubblica e monitorabile.

Destinatari: AgID, Dipartimento Trasformazione Digitale

Inserire criteri di sovranità digitale (giurisdizione dei dati, localizzazione dei server, assenza di obblighi verso autorità extra-UE) come requisiti nelle convenzioni Consip per servizi email e cloud della PA.

Destinatari: Consip, MEF, AgID

Definire un piano nazionale con scadenze progressive per la migrazione dei servizi email della PA verso provider conformi ai requisiti di sovranità. Prevedere fondi dedicati — eventualmente dal PNRR o dai fondi per la cybersecurity — per supportare gli enti nella transizione.

Destinatari: Presidenza del Consiglio, Parlamento, ACN

Istituzionalizzare il monitoraggio della sovranità digitale della PA, rendendo i dati pubblici e aggiornati periodicamente. L'Osservatorio fornisce già questa funzione come iniziativa civica; le istituzioni possono adottarla, integrarla o affiancarla con iniziative proprie.

Destinatari: AgID, ACN, Parlamento

Proporre nelle sedi europee (Consiglio UE, Commissione) l'adozione di un framework comune per il monitoraggio della sovranità digitale delle PA in tutti gli stati membri, partendo dal modello italiano come caso studio.

Destinatari: MAECI, Rappresentanza permanente presso l'UE

Cosa puoi fare

Se sei un parlamentare

  • Presenta un'interrogazione citando i dati dell'Osservatorio
  • Proponi l'inserimento di requisiti di sovranità nella normativa
  • Richiedi un'audizione in commissione sul tema

Se sei un dirigente PA

  • Verifica la posizione del tuo ente nei dati dell'Osservatorio
  • Avvia una valutazione interna sulla migrazione
  • Richiedi fondi dedicati per la transizione

Se sei un regolatore

  • Utilizza i dati per aggiornare le linee guida
  • Avvia verifiche di conformità GDPR
  • Inserisci requisiti di sovranità nelle convenzioni
Documenti scaricabili

Scarica i documenti di sintesi pensati per i decisori istituzionali:

Policy Brief

Sintesi di 2 pagine con numeri chiave e raccomandazioni per decisori politici.

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Technical Brief

Analisi tecnico-normativa approfondita per AgID, ACN, Garante e uffici studi.

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