Osservatorio Nazionale
Sovranità Digitale

Stakeholder e Impatto

L'Osservatorio è un progetto di monitoraggio civico al servizio di tutti. Ogni stakeholder ha un ruolo nel percorso verso la sovranità digitale della Pubblica Amministrazione italiana.

Il monitoraggio civico è al servizio di tutti

La sovranità digitale non è un tema solo tecnico. Riguarda la sicurezza nazionale, i diritti dei cittadini, la competitività economica e l'autonomia strategica europea. Per questo l'Osservatorio si rivolge a una pluralità di soggetti, ciascuno con motivazioni e capacità di azione diverse.

Decisori politici nazionali

Chi: Parlamentari, Sottosegretari, Presidenza del Consiglio, Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

Perché: La sovranità digitale è un tema di sicurezza nazionale. I decisori hanno bisogno di dati concreti e verificabili per interrogazioni, emendamenti e proposte di legge.

Cosa possono fare: Interrogazioni parlamentari, proposte legislative, audizioni in commissione, indirizzo strategico.

Per i Decisori

Autorità e regolatori

Chi: AgID, ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), Garante Privacy, ANAC, Consip.

Perché: L'Osservatorio misura l'efficacia delle policy esistenti. I dati evidenziano gap di conformità (GDPR, Schrems II) e rischi giurisdizionali (CLOUD Act).

Cosa possono fare: Aggiornare linee guida, inserire requisiti di sovranità nelle convenzioni, avviare verifiche di conformità.

Dirigenti e responsabili IT della PA

Chi: CIO e Responsabili Sistemi Informativi di Comuni, Regioni, ASL, Università, Ministeri — circa 23.000 enti.

Perché: Molti enti non sanno di dipendere da provider extra-UE. L'Osservatorio fornisce uno specchio: ogni ente può verificare la propria posizione e confrontarsi con enti omologhi.

Cosa possono fare: Pianificare la migrazione, richiedere fondi, giustificare investimenti IT con dati oggettivi.

Provider italiani ed europei

Chi: Aruba, Register.it, Infocert, TIM, OVHcloud, Proton, Infomaniak e altri fornitori europei di email e cloud.

Perché: I dati quantificano il mercato potenziale della migrazione. Se la maggioranza delle PA usa provider extra-UE, c'è un mercato indirizzabile enorme.

Cosa possono fare: Sviluppare offerte mirate per la PA, supportare il progetto, fare lobbying informata con dati concreti.

Giornalisti e media

Chi: Giornalisti di settore (Cybersecurity360, CorCom, Key4biz, Agenda Digitale) e generalisti (Sole 24 Ore, Wired, RAI).

Perché: I dati generano titoli. Numeri verificabili e una fonte citabile sono ciò di cui un giornalista ha bisogno per scrivere un pezzo in due ore.

Cosa possono fare: Articoli, inchieste, servizi. Ogni pubblicazione amplifica il progetto e mette pressione sui decisori.

Press Kit

Mondo accademico e ricerca

Chi: Docenti e ricercatori di diritto dell'informatica, cybersecurity, scienze politiche. Studenti di dottorato e tesi di laurea.

Perché: Dataset aperto, metodologia documentata, tema attuale. Per un ricercatore sono dati reali con cui pubblicare; per uno studente è una tesi pronta.

Cosa possono fare: Pubblicazioni peer-reviewed, analisi approfondite, modelli predittivi, confronti internazionali.

Dati Aperti

Società civile e attivismo

Chi: Hermes Center, Transparency International Italia, Italian Linux Society, reti civiche digitali, attivisti open source e privacy.

Perché: La sovranità digitale è un tema di diritti fondamentali. L'Osservatorio trasforma un concetto astratto in dati concreti per campagne di advocacy.

Cosa possono fare: Campagne pubbliche, petizioni informate, pressione su amministratori locali, partecipazione a consultazioni pubbliche.

Istituzioni europee

Chi: Commissione Europea (DG CONNECT, DG DIGIT), ENISA, Parlamento Europeo, EU Cybersecurity Competence Centre.

Perché: L'Italia sarebbe il primo paese a misurare sistematicamente la sovranità digitale della PA in modo aperto. Il modello è replicabile in ogni stato membro dell'Unione.

Cosa possono fare: Adottare il modello come best practice, finanziare l'estensione ad altri paesi, includere metriche analoghe nei criteri di valutazione.

Amministratori locali

Chi: Sindaci, Assessori all'innovazione, Presidenti di Regione, Direttori generali di enti locali.

Perché: La competizione tra enti è una leva potente. Se il proprio Comune è in fondo alla classifica, qualcuno lo farà notare. Se è in cima, è un merito da comunicare.

Cosa possono fare: Delibere per la migrazione, stanziamento fondi, adesione a convenzioni per servizi sovrani, comunicazione politica.

Ambiti pubblici e politici

La sovranità digitale interseca molteplici ambiti di policy. L'Osservatorio fornisce dati rilevanti per ciascuno di essi.

AmbitoPerché è rilevanteLeva principale
Sicurezza nazionaleEmail della PA su server esteri significa esposizione a intelligence di paesi terziRischio geopolitico, CLOUD Act, sorveglianza
Protezione dati personaliTrasferimento extra-UE dei dati dei cittadini tramite email della PAGDPR, sentenze Schrems I e II della CGUE
Procurement pubblicoLe convenzioni Consip orientano le scelte di migliaia di entiVolume di spesa, alternative disponibili
Trasformazione digitaleIl PNRR investe miliardi nella digitalizzazione della PA — verso quali provider?Destinazione fondi pubblici
Politica industrialeIl mercato cloud/email della PA è dominato da operatori extra-UECompetitività, occupazione, economia locale
Autonomia strategica UEDipendenza da infrastrutture non-EU per funzioni statali criticheGeopolitica, resilienza, sovranità europea

Impatto atteso

L'Osservatorio si propone di generare impatto concreto e misurabile in ciascuno di questi ambiti:

Consapevolezza

Articoli di stampa, citazioni in documenti istituzionali, dibattito pubblico informato sui dati.

Policy

Interrogazioni parlamentari, aggiornamento linee guida, requisiti di sovranità nelle convenzioni.

Migrazione

Enti che avviano la transizione verso provider sovrani, riduzione misurabile della dipendenza extra-UE.

Per provider IT e centrali di committenza

Il Business Case illustra l'opportunità di mercato della migrazione verso provider sovrani e la leva del procurement pubblico.

Scarica Business Case (PDF)

Vuoi contribuire?

L'Osservatorio è un progetto aperto. Ogni stakeholder può partecipare nel proprio ambito di competenza.

Come partecipare Per i decisori
Telegram